lunedì 21 settembre 2015

Vernissage di Gianni Santagati a Butera

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presentazione Mostra di Pittura a Butera - Torre del Castello

finissage CRAS - Sax Gutars Trio"

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Personale di pittura “CRAS” di Gianni Santagati
Articolo tratto dal quotidiano “LA SICILIA”del 13 Settembre 2015 di Concetta Santagati
 Parte da Mazzarino, dalla sua città natale, il tour di Gianni Santagati con la nuova personale d’arte pittorica dal titolo “Cras”, dal latino “domani”. Da lunedì 14 a venerdì 18 dalle ore 15.30 alle 19.30, sarà possibile visitare le nuove creazioni dell’artista - architetto Santagati, che si esibiscono sullo sfondo della scenografica chiesa barocca di Sant’Ignazio di Loyola.
Noto per la sua arte concettuale fatta di pittura e scrittura, oggi l’artista attraversa (dopo una pausa per motivi professionali) una metamorfosi proponendo un componimento pittorico fatto di forme discali, piani di profondità, legamenti tridimensionali e colori acrilici che cambiano di tonalità, il tutto atto a simboleggiare relazioni umane, l’umanità che si muove nei suoi spazi, crea contatti e distanze. Questo è il filo conduttore delle sue opere, che lui stesso definisce “una sinergia tra astrattismo e surrealismo”. “Sono nato a Mazzarino e l’ho scelta come trampolino di lancio per il mio tour - dichiara l’artista Santagati - la prossima tappa sarà Butera, e poi ancora altri luoghi e città. A Mazzarino vorrei anche presentare la mia prossima pubblicazione dal titolo “Estetica da consumare”.
Questa nuova esposizione, dove entra in gioco il rapporto dicotomico tra ordine e disordine, razionale e irrazionale, lascia libero il percettore di crearsi un significato proprio secondo la propria esperienza. Importante è stata la scelta del nome, “cras” cioè domani, dalla lingua latina, una lingua considerata morta ma che per me è sempre viva e considero universale e musicale e adatta ad esprimere la mia nuova collezione. Ringrazio l’amministrazione comunale che accoglie questa personale e tutti i collaboratori partner oltre ai grandi critici Franco Spena e Diego Gulizia che mi seguono in questa nuova avventura”. “I legami rappresentati dall’artista – dichiara il critico Gulizia – sono solidi e leggeri, definiti ma non limitati, aperti ma non infiniti, raccolti ma non racchiusi, liberi ma non isolati. Essi suggeriscono quanto dovrebbe essere alla base delle relazioni umane come affetti, amicizie, amore, solidarietà, condivisione, abnegazione, disinteresse, mentre dall’altro ci riportano all’infinitamente piccolo racchiuso nelle elementari connessioni dei neuroni, le sinapsi”.
Gianni Santagati (64 anni, professione architetto) vive a Caltanissetta, insegna progettazione di disegno industriale al liceo artistico “Filippo Juvara” di San Cataldo, è conosciuto a Mazzarino anche per aver realizzato varie opere come il teatro comunale e la nuova scuola media Capuana. Coltiva sin dall’infanzia la passione per l’arte e la pittura. La personale di Santagati sta riscuotendo consensi e a congratularsi con l’artista per la singolarità e creatività delle sue opere sono anche gli amministratori locali presenti alla inaugurazione della mostra.

Concetta Santagati
 

mercoledì 9 settembre 2015

Diego Gulizia presenta: Mostra CRAS di Gianni santagati

Sinapsi
Se questa recensione cominciasse con il termine “connessione”, per delineare e definire  l’ambito o il dominio entro il quale le opere di Gianni Santagati acquisiscono significatività, sicuramente, in quest’epoca pervasa e permeata in maniera parossistica di connettività telefonica, informatica e  televisiva, detto termine verrebbe acquisito in questo quadro di significanti, snaturando  di fatto il messaggio che le composizioni dell’artista intendono veicolare.
Su uno sfondo monocromo, per lo più orizzontale, filamenti chiari ne percorrono la superficie denunziandone il suo andamento curvo e la sua entità tridimensionale. Filamenti paralleli e curvilinei , quasi curve di livello di uno spazio carpito nella brevità della sua presenza e definito come “oltre” da  fasce ampie e parallele che delineano i piani di profondità.
Primi piani e prospezioni su spazi che si perdono nei meandri dei filamenti che li generano e ne denunziano la consistenza plastica.
Primi piani agravitazionali, che vengono percorsi , in maniera omnidirezionale, da segmenti cilindrici curvilinei bicromi , che, dipartendosi dal vuoto, connettono forme piane ovaliformi, generando percezioni di esse quasi prospettiche.
Segmenti con inizio e fine limitati, colti entro lo spazio rappresentato, materialmente e cromaticamente definiti, riassumono le forme in un unicum, aperto, libero, articolato, plasticamente definito, suggerendo una concettualità che si isola per meglio esprimerla, che si astrae per comprenderne la oggettività, che si pone spazialmente in primo piano per valorizzarne il significato.
La  adimensionalità delle composizioni permette di percepire i soggetti appartenenti tanto al microcosmo  quanto al macrocosmo, tanto come materia di un vetrino da microscopio, quanto come visione da telescopio, ponendoli in uno spazio vettoriale ove la compressione e la dilatazione dello spazio rappresentato non ne altera il contenuto.
Legami solidi e leggeri, definiti ma non limitati, aperti ma non infiniti, raccolti ma non racchiusi, liberi ma non isolati, suggeriscono da un lato, in maniera quasi utopica, quanto dovrebbe essere alla base delle relazioni umane come affetti, amicizie, amore, solidarietà, condivisione,  abnegazione, disinteresse, mentre dall’altro ci riportano all’infinitamente piccolo racchiuso nelle elementari connessioni dei neuroni: le sinapsi.

                                                                                                                                             Diego Gulizia

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